Sprazzi di Nobiltà

la loro storia è anche la nostra storia

1915-19 palazzo Margherita

(dal libro  “La Regina Margherita”) ed. 1983

 

Trasformò palazzo Margherita in Ospedale Territoriale n. 2 della Croce Rossa Italiana che ospitò, dall’estate 1915 all’inverno 1919, 1687 soldati bisognosi di cure. Su ciascuno dei centoventi letti, disposti nei vasti saloni inondati di sole, appese una medaglia della Madonna legata a un nastro tricolore. Accanto ad ogni letto c’era sempre un mazzo di fiori e tutt’intorno, nel suo solito italiano ampolloso, motti augurali, consigli, sentenze:

Fiori che ingemmate le ridenti plaghe d’Italia, portati dal vento che viene dal nostro ceruleo mare, dalle Alpi nevose, cadete in pioggia sul capo dei nostri soldati, portando in ogni foglia il plauso degli italiani.

O amor di Patria, sacro, bello, ardentissimo amore. Tu rendi felice ogni sacrificio, fai sopportare ogni sofferenza, calmi ogni dolore; felice l’anima che tutta da te è invasa.

Date al vento le bandiere d’Italia. Che ognuno le possa vedere, e, vedendole passare dica: Grazie, o valorosi nostri fratelli, per voi il glorioso vessillo si ammanta di gloria nuova imperitura.

Gli angioli di Dio, portano al Cielo le preghiere di tutte le donne d’Italia per i soldati ed ogni preghiera ridiscende in benedizione per la Patria.

Ogni due giorni, invariabilmente, attraversava il parco con una mantiglia nera sui capelli bianchi e veniva a vedere come stavano i suoi feriti di guerra. Si informava sulel condizioni di ciascuno; andandosene porgeva a tutti “la bella mano che pareva fatta di marmo prezioso e trasparente”, ei soldati la baciavano ocn trepidazione “attaccandoci forte le labbra”.

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