Sprazzi di Nobiltà

la loro storia è anche la nostra storia

A dir di…Popolo

ricevuto dalla signora  Lucia S. di San Giovanni in Persiceto (BO)

A dir di … Popolo

I nobili fatti, fanno NOBILTA’

Ricco, nobile e dotto come sei, io non ti voglio fra gli amici miei .

Servi il nobile ancorché sia povero.

I don di Spagna, i conti d’Alemagna, i monsieurs di Francia, i vescovi d’Italia, i cavalier di Napoli, i lord di Scozia, i fidalghi di Portogallo, i minori fratelli d’Inghilterra e i nobili d’Ungheria, fanno una povera compagnia.

I nobili fatti, fanno NOBILTA’

Ricco, nobile e dotto come sei, io non ti voglio fra gli amici miei .

Servi il nobile ancorché sia povero.

I don di Spagna, i conti d’Alemagna, i monsieurs di Francia, i vescovi d’Italia, i cavalier di Napoli, i lord di Scozia, i fidalghi di Portogallo, i minori fratelli d’Inghilterra e i nobili d’Ungheria, fanno una povera compagnia.

Fidati più de’ poveri poveretti che dei signori.

E’ più fatica voler fare il signore senza sostanze che lavorar tutto il giorno.

Chi vuol veder discortesia, metta il villano in signoria.

Il villano nobilitato non conosce suo parentato.

Chi signoreggia, brameggia.

Bellezza e nobiltà danno ricchezze.

Udine, giardini senza fiori, castel senza cannoni, fontane senzacqua, nobiltà senza creanza.

 Chi ha compagnia ha Signoria

Chi ha l’onore è un Signore

I poveri s’ammazzano, e i signori s’abbracciano.

 Idee da gran signori, e entrate da cappuccini.

Il gran signor non ode, se non adulazion, menzogna e frode.

 Il peccato del signore fa piangere il vassallo.

 La buona educazione e il denaro fanno signori i nostri figli.

Ingratitudine ne’ signori, invidia tra i servitori.

Né di tempo né di Signoria, non ti dar malinconia.

 Nuovo signore, nuovo tiranno.

 Servi a principe e a signore, e saprai cos’è dolore.

 Al villano la zappa in mano.

Allo sprone i cavalli, al fischio i cani, e al bastone intendono i villani.

 Cani e villani lascian sempre l’uscio aperto.

 E’ meglio esser cortese morto che villan vivo.

 Fate del bene al villano, dirà che gli fate del male.

 Guardati dal villano, quando ha la camicia bianca.

Il villano nelle piume vi sta a disagio.

 Il villano nobilitato non conosce suo parentato.

 Ne sanno più due villani che un dottore.

 Non fu mai villano senza malizia.

Quando il villano è sul fico, non conosce né parente né amico.

 Quando il villano tratta ben, la pioggia secca il fien.

 Quando il villano è alla città, gli par d’essere il potestà.

 Dov’è popolo è confusione.

 L’acqua e il popolo non si può tenere.

 Il popolo, quando falla, dev’essere castigato; ma il principe, se erra, dev’esser avvisato.

 Da ricchi impoveriti e da poveri arricchiti, prega Dio che t’aiti.

Della superbia de’ poveri il diavolo se ne netta il sedere.

Fidati più de’ poveri poveretti che dei signori.

Dio mi guardi dalle prigioni del Duca. Ei ch’han ducati, signori son chiamati.

Chi getta la sua roba al popolazzo,si trova vecchio poi, povero e pazzo.

Né di tempo né di Signoria, non ti dar malinconia.

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