Sprazzi di Nobiltà

la loro storia è anche la nostra storia

Come si dovrebbe porgere il saluto

Ricevuto dal Sig. Ernesto Mazzoni.

Quali sono i modi più gentili per salutare durante la giornata? Innanzitutto bisognerebbe tener sempre presente che porgere il saluto anche al semplice conoscente con il quale ci si incrocia in strada dovrebbe rappresentare un gesto di cordiale cortesia. Il  Buongiorno o Buonasera non andrebbe  pronunciato a denti stretti guardando da un’altra parte o verso terra ma andrebbe  accompagnato da un atteggiamento cordialmente  rispettoso e guardando in volto la persona che si saluta e magari aggiungendo un accenno di sorriso. Quando, dopo il  semplice Buongiorno o Buonasera si ha l’intenzione di fermarsi a conversare, è bene aggiungere al saluto anche signor o signora seguito dal cognome.
Spesso si ha il dubbio su quale “buon” si debba pronunciare. In effetti, in Italia ci sono abitudini diverse; in alcuni luoghi con il buongiorno si saluta durante tutta la giornata mentre in altri luoghi già dopo il pranzo del mezzogiorno si augura la buona sera. Corretto sarebbe porgere il  Buongiorno al mattino e nel primo pomeriggio, il Buonasera nel tardo pomeriggio e sera e il Buona notte a tarda sera e prima di andare a dormire. Quando possibile, è bene precedere la buonanotte con la formula augurale “ti/le auguro una buona notte” .
Il ciao , che ha origini venete (s-ciao o s-ciavo a mo’ di  “sono tuo schiavo”), è un saluto amichevole e confidenziale che, seppur ormai largamente usato anche internazionalmente,  va espresso soltanto  tra amici in quanto al ciao fa seguito l’uso del tu. Oggi dilaga l’uso del “tu” quando, invece, da amichevole modo di porsi diviene fastidiosa irriverenza se usato con persone estranee o con persone più anziane o con nostri superiori in quanto trasmette alterigia o eccessiva familiarità presa quando non ancora concessa. Pertanto, al tu che ci viene offerto da persone anziane, da superposti, o da chiunque non appartenga alla nostra cerchia di amicizie, bisogna  rispondere con il “lei” (salvo con i bambini) . Altre espressioni di saluto sono il Salve (nato nella lingua latina per  augurare “Stai bene”) oggi molto usato da chi non sa bene come dovrebbe salutare.

Nei luoghi chiusi si è purtroppo persa, in Italia, la beneducata abitudine di salutare nell’entrare e nell’uscire da un negozio o da un qualunque luogo chiuso dove ci sono persone che non si conoscono  (es. in ascensore) con il risultato di un generale disagio fatto di sguardi buttati di qua e di là per passare alla meno peggio il momento. Molto più gradevole, e facile, sarebbe il pronunciare cortesemente un saluto quando si arriva e uno quando si va via.

Il saluto del “togliersi il cappello”  nasce nell’antichità quando era in uso la tunica che copriva il capo e, per farsi riconoscere, si usava quindi alzare il lembo del copricapo. Per strada, o in un luogo pubblico, il signore che porta il cappello, incontrando una signora o una persona di riguardo, lo dovrà sollevare leggermente accennando anche un leggero inclino del busto.

La stretta di mano vorrebbe significare l’accettazione della persona che si presenta e che è a noi ancora sconosciuta. Il  porgere la mano  nasce dal periodo in cui si andava in strada armati e si porgeva, a mo’ di rassicurazione, la  mano evidentemente non armata in segno di buone intenzioni. Va eseguita evitando evitando di mostrare segni di  indugio ma anche segni di forza  in quanto dovrebbe comunicare una decisa accettazione dell’altro senza alcuna  forma di prevaricazione. A chi spetta  la prima mossa? Al più anziano verso il più giovane,  alla donna verso l’uomo, a chi è in un ruolo di lavoro o quant’altro superiore nei confronti di chi è in un ruolo inferiore.

All’arrivare in una casa, si seguirà la regola di salutare ogni persona i presente dando  priorità alle persone già conosciute. Quando si è seduti, all’essere salutati da un signore che arriva,  si alzano tutti meno le signore; se salutati dall’arrivo di  una signora, si alzano tutti meno le signore più anziane.
L’uomo, entrando in un ambiente ove vi sono più persone, anche sconosciute, fa un leggero inchino col busto, quindi va a salutare la padrona di casa e subito dopo  il consorte di questa; fatti i saluti ai padron di casa, procede a salutare i presenti secondo l’ordine che gli viene più comodo e senza distinzione di sesso o di età. Se nel gruppo di persone vi fosse già la propria moglie o fidanzata, la saluta  per ultima e senza troppe smancerie A tavola, si prende posto nella posizione predisposta dalla padrona di casa.

All’entrare al  ristorante,
nel caso di  riconoscere  ad un tavolo dei conoscenti, si procede a  un saluto fatto con un cenno. Nel caso si voglia in seguito interscambiare alcune parole con qualche conoscente dell’altro tavolo si possono alzare gli uomini e recarsi all’altro tavolo ma non le donne.

Il baciamano non va mai fatto per strada, in spiaggia, al bar, in ufficio. Va offerto  sollevando la mano della signora fino a sfiorarla con le labbra. La signora non deve mai porgere la  mano inguantata.

La partecipazione o il semplice ascolto dell’inno nazionale, proprio o straniero, richiede ossequioso rispetto. Si ascolta in piedi, senza cappello e con atteggiamento di sentito riguardo.

 

 

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