Sprazzi di Nobiltà

la loro storia è anche la nostra storia

i Giglioli di Ferrara

anna giglioli

 

Si ringrazia la signora Anna Giglioli per la gentile collaborazione.

 

 

I Giglioli di Ferrara vengono definiti, in diversi documenti dell’epoca, : “Conti del Sacro Romano Impero, di Serravalle e di Tricario e di Frignano, Marchesi della Serra, Nobili della città di Ferrara, Adria, , Conti Palatini e Lateranensi”.

stemma

Si pretende, che i Giglioli fossero chiamati prima dei Pellicciai, e che dal padre Gigliolo Pellicciai, cortigiano, e favorito del marchese Alberto Signor di Ferrara, nel fine del secolo XV, cominciasse a dirsi de’ Giglioli”,  così scrive Antonio Frizzi nelle sue “Memorie storiche della nobile famiglia Bevilacqua”. 

Dal manoscritto di Arturo Giglioli “Memorie storiche della nobile famiglia Giglioli”:  “la dicono discendente dai Pellicciari anteriori agli Estensi“,

Pare che la fortuna di casa Giglioli si originò dal servizio che diedero alla  corte ferrarese come amministratori e ricoprendo cariche pubbliche di particolare responsabilità. Al trasferirsi a Modena il Duca d’Este la famiglia Giglioli si mise al servizio dei cardinali legati nel periodo successivo alla devoluzione di Ferrara allo Stato Pontificio. Il palazzo di San Francesco fu dimora dei Giglioli ristrutturata con particolare attenzione all’arte  soprattutto da parte del  conte Arturo ( scrisse un libro sulla Cattedrale di Ferrara e la sua arte).

Da certo Gigliolo nacquero due figli: Jacopo e Guglielmo.

Da Jacopo discende il ramo di Firenze che si estinse nel XIX secolo con il conte Carlo. Jacopo fu onorato dal titolo di “benemerito” dall’Imperatore Sigismondo con il seguente diploma imperiale:“Diploma imperiale di Sigismondo imperatore, dato in Buda (Budapest) a 4 settembre 1425 a favore del nobile Jacopo Pilide Pellicciari di Ferrara, di poi detto de’ Giglioli dal padre suo di tal nome per il quale vien dichiarato Conte dell’Impero lui e tutti i suoi discendenti in retta linea mascolina in infinito”.

Da Guglielmo discende il ramo di Ferrara. Il marchese Niccolò III d’Este gli donò molte terre, la giurisdizione di Serravalle con 11 castelli e il titolo di conte.

Giacomo fece costruire nelel terre di Serravalle,  Villa Giglioli.

Villa Giglioli a Ponte Giglioli - Serravalle

Villa Giglioli a Ponte Giglioli – Serravalle

In quel luogo,  località Ponte Giglioli fra la sponda ferrarese e quella veneta,  i rapporti erano frequenti e si formò attorno al maniero un piccolissimo agglomerato di capanne e tuguri. Il luogo ove venne eretta la torre e la residenza divenne così una piccola oasi in mezzo alle paludi alimentate dalle rotte del Po. I terreni venivano dissodati e coltivati con particolari attenzioni soprattutto per la parte a ridosso del Canal Bianco che  venne bonificata permettendo così ai coloni una residenza umanamente più confortevole. I Conti Giglioli provvidero a far erigere diversi fienili e casali attorno ai quali si formarono i tanti borghi di cui è costellata ancor oggi  la zona. Anzi, questa nobile famiglia rialzò parte delle arginature del Po di Goro, dirimpetto alle quali s’apriva e s’apre tuttora il grande parco della loro residenza serravallese ed il piccolo oratorio. La famiglia Giglioli possedeva in Serravalle vasti appezzamenti di terreno nonché un diritto di “decima” avuto in “enfiteusi” dalla antica abbazia di Gavello.Sul finire del secolo XVI, il conte Alessandro Giglioli eresse in Serravalle anche  una chiesa dotandola di rendite a titolo di “legato” o benefìcio.  (testamento di Alessandro Giglioli del 21/3/1602) e nel 1639 papa Urbano VIII elevò ad abbazia la chiesa di Serravalle riconoscendo così alla famiglia Giglioli il diritto di giuspatronato e quindi la nomina degli abati.( Del conte Alessandro Giglioli, è bene ricordare che, assieme al conte Maiolino Bisaccioni, al dottor Giovan Battista Birago Avogaro e a Girolamo Brusoni,attorno al XVII secolo, scrisse le “Historie memorabili de nostri tempi“, una monumentale impresa editoriale di tutto riguardo). Infine, fu una famiglia potente con grandi possedimenti terrieri nel ferrarese e nel veneto.

Villa Giglioli e il Parco Comunale di Ficarolo : palazzo1 costruita nel 1500, per volontà della famiglia ferrarese degli Arienti passò per breve periodo alla famiglia Schiatti e nel 1600 fu venduta alla potente dinastia dei Saracco che la mantenne fino all’800 quando fu ceduta alla famiglia Giglioli, all’epoca una delle più potenti casate del Polesine. La famiglia Giglioli, nel 1921, la donò al Comune di Ficarolo che la adibì per alcuni decenni a sede municipale . Nella villa era frequente ricevere  illustri ospiti. Tra i molti, citiamo  la Regina Cristina di Svezia che vi soggiornò  nel 1600.

Episodio di secoli fa:

Citiamo l’episodio che coinvolse Giacomo Giglioli il quale, sotto il marchesato di Niccolò III Estense, ricoprendo la carica di Referendario del Marchese, venne  accusato di alto tradimento assieme al figlio Gigliolo, capitano di Reggio Emilia.
“1434, a dì XVII Zenaro fu preso Messer Jacopo Ziliolo de Este, Secretario de lo Illustrissimo Marchexe Nicolò de Este, e in quello giorno proprio fu preso Messer Ziliolo suo figliuolo, il quale era Capitaneo de Reggio e fu menato a Ferrara e fu messo in Castello in la torre Marchexana e fu dicto per tradimento che volevano fare al dicto Marchese, et fulli attrovato tra denari et roba la valuta di dusento miara (milia) di ducati computando denari che avea a Fiorenza e a Rimine et possessioni et mobile de casa; e fu venduta la sua casa a Zoanne Gualengo per lire seimila. El dicto Jacomo fu attrovato impiccado per la gola” e fra’ Paolo di Lignago così descrive il fattaccio “Et XIIIII dì continui non si fece mai altro che cum XV carete vodar la sua casa e portar a corte la sua roba”, esplicito riferimento ad un concetto machiavelliano ormai passato in proverbio, cioè che l’offesa più grande non è colpire il nemico negli affetti o nelle persone, ma toccarlo nella roba. Et Messer Ziliolo stete detenuto in Castello in un fundo de torre anni XII continui: lo quale poi ave gratia et uscito morse di morte subitanea”. Padre impiccato e  figlio detenuto per 13 anni. Brutto fattaccio in corte Estense che, all’epoca, era famosa per tanti altri brutti fattacci… La vicenda di “Ziliolo” non appare quindi eccezionale se si dà credito a quanto  gli storici di corte dicono delle numerose torbide vicende politiche e i numerosi intrighi  che scandirono, all’epoca,   la vita di corte ferrarese.

Episodio di anni fa:

Villa Giglioli venne quasi totalmente  distrutta da un incendio. Pare fosse doloso e imputabile a un insirviente “arrabbiato” per essere stato dismesso dal suo incarico. Dall’incendio, Villa Giglioli non fu più recuperata.

 

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