Sprazzi di Nobiltà

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I gioielli dei Reali

I Gioielli Reali

I gioielli emblematici della Monarchia sono: la corona, lo scettro, il globo e la spada di stato. Agli elementi emblematici del potere temporale, si aggiungono i gioielli delle casate reali.

La corona è un copricapo che può essere aperto o chiuso ed eleva chi la indossa al di sopra di ogni altro.

Lo scettro, chiamato anche bastone del comando, indica il “potere di colpire” di colui che lo porta; il suo nome deriva dal latino sceptrum.

La spada di Stato è una spada di rappresentanza e simboleggia sia il dovere di mantenere la pace e la giustizia nel proprio regno sia il potere che il monarca può usare per combattere i suoi nemici.

In alcune monarchie, tra gli oggetti emblematici, vi è l’Ampolla  che contiene  l’olio santo destinato all’unzione del nuovo monarca nel cerimoniale della ascesa al trono.

Oltre ai gioielli emblematici ogni casata reale ha posseduto la propria collezione di gioielli. La collezione di gioielli della corona italiana,  appartenuti quindi alla famiglia Savoia, viene denominata  il Tesoro della Corona d’Italia; i pezzi di alta gioielleria , di manifattura italiana o straniera, furono raccolti nel tempo ma fu soprattutto sotto il regno del re Umberto I che la collezione si arricchì. Il tesoro era organizzato in: “Gioielli della Corona d’Italia”, cioè i  gioielli ufficiali che venivano utilizzati dal Re e dalla Regina  di ardegna prima e d’Italia poi in occasioni ufficiali; i “Gioielli privati” di uso della casata; i “Gioielli del Santuario di Oropa” costituita dai doni ricevuti da Casa Savoia conservati nel Santuario.

Cosa ne fu del Tesoro della Corona d’Italia?

Orbene, pare che il tesoro costituito da i Gioielli Ufficiali chissà come chissà perché  abbia  perso dei pezzi per strada… pare anche che alcuni siano andati distrutti … pare. Tra i diversi pezzi vi erano:

La Corona del Regno di Sardegna. Realizzata nel ‘700 e rappresentava il simbolo politico del potere regale nel regno di Sardegna. Costruita in oro, diamanti e pietre preziose. La base in oro decorata a nodi di Savoia sormontata dalla croce di San Maurizio in quanto richiamava  l’omonimo ordine cavalleresco sabaudo. Fu usata in occasione dell’incoronazione di Vittorio Amedeo III. Trafugata durante l’invasione francese del Piemonte, nel 1795, come bottino di guerra e portata a Rotterdam venne fusa e le pietre furono vendute separatamente.

La Corona Ferrea,  di fabbricazione longobarda dell’VIII secolo, si diceva contenesse nella sua fusione circolare uno dei chiodi della Croce di Cristo. Utilizzata dagli Imperatori tedeschi per essere incoronati come re d’Italia nel medioevo,  venne usata anche da Napoleone nel suo regno sull’Italia settentrionale e da tutti i re del Regno Lombardo-Veneto.  Quando Vittorio Emanuele II unificò l’Italia la Corona Ferrea divenne il simbolo dell’Italia unita. E’ conservata presso il Duomo di Monza.

La Corona del Ducato di Savoia fu fatta costruire da Carlo Emanuele II di Savoia nel Seicento per la propria incoronazione a Duca di Savoia. Realizzata in oro e pietre preziose, con una base a fioroni chiusa da velluto rosso, sormontata da due archetti, appare nello stemma della famiglia. Della Corona del Ducato di Savoia Corona si sono perse le tracce anche se si dice che, forse, nel 1720, fu  smontata per realizzazione  della corona reale.

Lo Scettro di Savoia, realizzato in oro e pietre preziose, terminava con una croce. Compare in un ritratto di Carlo Emanuele II di Savoia. Anche dello scettro se ne perdono le tracce nel 1720.

Il Collare dell’Ordine supremo della Santissima Annunziata, realizzato in oro e formato da quattordici maglie alte 3 centimetri alternativamente smaltate sette di bianco contenente ognuna le ultime due e le prime due lettere del moto FERT serrate da un nodo sabaudo, separate da quattordici rose d’oro. Al centro vi era un pendente di 4,2 centimetri, in oro pieno,  sospeso da tre catenelle, racchiuso da tre nodi sabaudi, con al centro l’immagine della Santissima Annunziata ornata con smalti bianchi, rossi e blu. Il Collare dell’Ordine era l’emblema che il duca di Savoia portava in quanto capo dell’Ordine Supremo della Santissima Annunziata.

La collezione dei Gioielli privati di uso dei membri della famiglia reale italiana, era costituita da  un gran numero di pezzi. Tra i più importanti :

Il Diadema in diamanti donato alla regina Margherita da una delle sue dame di corte;  realizzato in oro, argento e diamanti e contraddistinto da un motivo con tre grandi fiori visibili sul fronte ha la particolarità che i tre grandi fiori possono essere smontati dalla corona ed usati singolarmente come spille.

Il Diadema della duchessa d’Aosta,  realizzato nel 1895 in oro, argento e diamanti ad opera della gioielleria Musy di Torino in occasione delle nozze di Elena d’Orléans con il duca Emanuele Filiberto di Savoia-Aosta.  La base del diadema era costituita da un motivo a nodi di Savoia e integralmente tempestato di diamanti subì delle modifiche perché alcune parti vennero vendute. Ne rimane solo la parte frontale.

corona 3 fioriIl Diadema a fiori, realizzato all’inizio dell’Ottocento in oro, argento e diamanti è scomponibile in quattro spille e un paio di orecchini.

Il Pendente con il simbolo della Croce Rossa Italiana della duchessa d’Aosta Elena d’Orléan, ispettrice Generale della Croce Rossa Italiana fu creata all’inizio della Grande Guerra quando la duchessa si dedicò all’attività assistenziale. Costruito in platino il medaglione centrale mostra al centro il simbolo della Croce Rossa Italiana realizzata in rubini squadrati circondati da diamanti.

Gli Orecchini pendenti per il diadema della Regina commissionati nel 1930 dall’allora Principe di Piemonte, Umberto,   per la fidanzata Maria José del Belgio, da indossare  il giorno delle nozze assieme  al diadema reale. Realizzati in oro, argento e diamanti e composti da una struttura a piccoli fiori, i diamanti centrali  potevano essere sostituiti da due perle della medesima grandezza.

La Regina Margherita

La Regina Margherita

La Collana della Regina Margherita, divisa dalla nuora Elena per donarla agli altri componenti della famiglia reale, era composta da  684 perle.

Il Braccialetto della regina Maria Teresa commissionato nel 1830 dalla regina Maria Teresa d’Asburgo-Toscana  e realizzato dal gioielliere Jean-François Bautte di Ginevra, consiste in un nastro in pelle con,  nella parte superiore, un grande medaglione a forma di cuore in smalti opachi colorati sormontato  da una corona reale; al centro due miniature raffiguranti i due figli, Vittorio Emanuele e Ferdinando con le corrispondenti iniziali.

Il Bracciale di nozze della regina Maria Adelaide regalato nel 1841 dal re Carlo Alberto a Maria Adelaide d’Asburgo-Lorena , futura moglie di suo figlio Vittorio Emanuele II di Savoia, in occasione del loro fidanzamento ufficiale. Costruito in oro, argento e diamanti con motivi a rosoni,  nel rosone centrale vi era uno scompartimento apribile contenente la miniatura di Vittorio Emanuele II. Alla morte di Maria Adelaide, nel 1855, il bracciale andò in eredità al nipote Umberto che lo donò alla sua promessa sposa Margherita facendo sostituire il ritratto del padre con il proprio. In seguito  il bracciale passò a Umberto principe di Piemonte, nipote di re Umberto, che lo donò alla moglie Maria José del Belgio con sostituzione del ritratto con il proprio

L’Anello con lo stemma di Casa Savoia costruito, negli anni venti del ‘900,  in oro, presenta al centro un grande zaffiro con inciso lo stemma di Casa Savoia. Commissionato da Umberto, principe di Piemonte rimase al  ramo dei Savoia-Aosta.

L’Anello con la perla nera venne donato dall’allora primo ministro Benito Mussolini a Irene di Grecia per le sue  sue nozze con Aimone di Savoia-Aosta, duca di Spoleto, avvenute a Firenze nel 1939.  Costruito in argento sormonta una perla di color rosa scuro.

La Bomboniera in argento e smalti,  realizzata per le nozze di Umberto, principe di Piemonte con la  principessa Maria José del Belgio.In argento e smalti, decorata con gli stemmi del Regno d’Italia e del Regno del Belgio accollati circondati  da nodi di Savoia intrecciati tra loro e da fiori arancio in argento su sfondo smaltato di blu. Sul retro è riportata la data delle nozze “Roma, 8 gennaio 1930”.

Umberto II, il 6 dicembre 1943, affidò il tesoro a Vittorio Amedeo e in seguito al ministro della Casa Reale, Falcone Lucifero,  affinché venissero custoditi all’interno della Banca. Dal crollo della monarchia del 1946, il Tesoro è della Repubblica Italiana,  in un caveau della Banca d’Italia custodito in un cofanetto a tre ripiani in pelle di colore nero con fodera in velluto azzurro.

Per quanto riguarda i preziosi rimasti ai membri dei Reali piemontesi,  alcuni anni fa furono messi all’asta diversi cimeli  da Amedeo di Savoia e da Maria Isabella di Savoia.