Sprazzi di Nobiltà

la loro storia è anche la nostra storia

il fallimento del sistema repubblicano

Si ringrazia il gentile  mittente.

Se possibile,  gradirei aggiungere a quanto letto nell’articolo “la Repubblica” da Voi pubblicato ieri,  quanto invio. Vi ringrazio.

A  mio parere, il sistema repubblicano, è fallito. Ed ecco il mio perché:

Ieri, i nostri “Signori” erano gli aristocratici, i titolati.  Per nascita  spettava loro un destino ed una responsabilità che forse nemmeno avrebbero scelto ma di cui si facevano carico perché sentivano di essere eredi di un nome da portare con orgoglio e dignità anche attraverso il sacrificio di eventuali diverse aspirazioni,  attraverso l’impegno a una dura formazione (che prevedeva una cultura superiore a chi dovevano guidare) e attraverso l’obbligo all’uso,  sempre e comunque, di uno stile di rispetto verso gli altri che si traduceva in obbligo di eleganza, corretta gestualità e buon uso delle parole.

Oggi, i nostri “signori” sono i politici della repubblica, cittadini comuni, cittadini  a volte istruiti ma, in forte percentuale, nello spirito e nell’ambizione sono arrampicatori con ambizioni di potere che non temono offendere gli “uguali e fratelli” di popolo, (loro sovrano e datore di lavoro) alzandogli contro  il dito medio, o proferendo le più volgari espressioni, o mentendo spudoratamente per rubare anche l’inutile giacchè l’utile e l’inutile  è di tutti e di nessuno.   E loro sono lì, giustificati dai tanti voti di popolo a rubare e mentire allo stesso  popolo in nome delle istituzioni… e se qualcosa va loro storto…  beh, si possono sempre cambiare le istituzioni a proprio vantaggio.   E che dire delle ”Signore” del potere repubblicano? le elegantissime Signore della monarchia, coltissime e raffinatissime che in nome del rispetto del proprio ruolo e della società in cui si muovevano accettavano incredibili doveri e costrizioni alla propria comodità fisica, alle proprie scelte di vita e finanche ai diritti di madre e sposa, sono oggi sostituite da “signore” che adorano inneggiare alla parità dei sessi poi, invece, fanno vantaggioso uso delle proprie arti e parti femminili per inserirsi nella scena del potere, “signore” che totalmente  dimentiche di investire  un ruolo istituzionale quando fa loro comodo pretendono poi rispetto di ruolo e di sesso. La mancanza  di abnegazione per il  ruolo di potere; la mancanza di preparazione (secolare) al ruolo rappresentativo, la mancanza di “buona” educazione sono, amio parere,  il motivo del fallimento del sistema repubblicano.  La Repubblica non ha saputo elevare pragmaticamente e velocemente l’uomo comune come  le era, invece,  necessario fare per  giustificare l’essere meglio della monarchia e, dopo più di mezzo secolo, ci ritroviamo con un parlamento che ci ricorda tanto la scena del basso popolo che sostituì gli aristocratici nella Milano che ripudiava l’impero austro-ungarico. In quel momento, per innato stile e per coltivata buona educazione, l’Imperatrice Elisabetta d’Asburgo seppe evitare un possibile scontro politico con un intelligente gesto diplomatico. Non riesco nemmeno a immaginare cosa avrebbe potuto fare un nostro politico in quel momento (premier a premier “culona non scopabile” ministro a ministro “orango” “nanetto” “sporca mer..” politichessa  a premier “vede le donne solo in forma orizzontale” premeir al suo popolo “bunga bunga con ragazzine? un mio diritto” , e tanti altri così via…) 

nota: Ieri, e oggi,  ci sono state, e  ci sono, le eccezioni. va usato il purtroppo,parlando passato, e il  per fortuna parlando del presente.  

 

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