Sprazzi di Nobiltà

la loro storia è anche la nostra storia

La contessa Teresita Saracco Riminaldi

Ro Ferrarese, dicembre 2013.

Nella sua bella e antica casa di Ro Ferrarese abita  la contessa Teresita Saracco Riminaldi.

E’ una signora di classe Teresita,  ed è estremamente gentile. Le sono grata per l’amicizia che mi brinda, per il piacere che dimostra nel condividere con me i suoi ricordi raccontati in tanti  pomeriggi trascorsi nel suo salotto dalle pareti completamente occupate da antichi libri  o passeggiando nel giardino dei suoi giochi di infanzia. Davvero grazie, cara Contessa.

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Dei Saracco Riminaldi si possono scrivere libri e libri e, di fatto, sono stati scritti. Io mi limiterò ad accennare alla figura più conosciuta, il cardinale Riminaldi,  e ad aggiungere alcune foto, per gentile concessione della contessa Teresita.

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Il cardinal Giovanni Maria Riminaldi , figlio primogenito del conte Ercole Antonio Riminaldi e della contessa Vittoria Avogli Trotti, nacque a Ferrara il 4 ottobre del 1718. Studiò al lcollegio dei nobili di Modena insieme al fratello Alfonso fino al 1738. Tornato a Ferrara si perfezionò per 4 anni nello studio dlela giurisprudenza canonica e civile e nel 1742 andò a Roma, dove visse fino al 1789. Nel 1747 fu posto in prelatura da Benedetto XIV e da lui nominato uditore del camerlengato nel 1748. Nel 1759 fu creato da Clemente XIV uditore del tribunale della Sacra Romana Rota e il 14 febbraio 1785 venne innalzato al cardinalato da Pio VI.  Ludovica Riminaldi, figlia del conte Antonio Riminaldi e della contessa Teresa Aventi, sposò nel 1775 il conte Giambattista Saracco, dal quel ebbe cinque figli.  L’odierno palazzo Saracco Riminaldi, ricordato nel 1747 come Palazzo Riminaldi ai Teatini in via del Seminario o Borgonuovo n. 44, era stato costruito nel 1480. Agli inizi del 1700 venne ampliato e restaurato dai fratelli Francesco Maria e Galeazzo conti Riminaldi. Venne distrutto dai bombardamenti del 1944 e restaurato dopo la seconda guerra mondiale. Oggi la via ha preso il nome di Via Cairoli e il palazzo si trova sempre al n. 44. Nel 1711, sul fianco di Palazzo Riminaldi che affacciava su Via del Commercio (oggi Via Bersaglieri del Po), venne fatta costruire dai fratelli Francesco Maria e Galeazzo conti Riminaldi, una pubblica chiesetta o oratorio dedicata alla Madonna e ben corredata di arredi sacri. La Chiesetta venne distrutta dai bombardamenti del 1944; oggi non esiste più. Nella lettera del 14 febbraio 1787, il Riminaldi parla della sua casa “nel pubblico Corso” così come alla fine del testamento scritto il 24 febbraio 1787 conclude scrivendo “dal Palazzo di mia Residenza nella via del Corso”; ma come abbiamo appreso dalla lettera appena citata il portone di casa sua risulta essere “in faccia” alla chiesa e al monastero di S. Silvestro in Capite. Ora, nelle piante di Roma dell’epoca, e più recentemente nella “Nuova pianta di Roma data in luce da Giambattista Nolli l’anno MDCCXLVIII”, c’e un solo fabbricato che affaccia anche la Chiesa di S. Silvestro in Capite….Palazzo Raggi, che compare al numero 355. Nel testamento del marchese Sigismondo Raggi, morto prima del 1746, a proposito del palazzo di famiglia si legge che “il detto Palazzo esistente nella strada del Corso di Roma ha due ingressi, uno su detta strada del Corso, e l’altro nella strada coerente alal chiesa del Monastero di S. Silvestro in Capite. Oltre a ciò, in un documento del 1746 in cui il successore di Sigismondo, il marchese Ferdinando Raggi, consegna il palazzo al car. Carlo Calcagnini (guarda caso ferrarese anche lui e residente a Roma dal 1719 al 1731) sono descritti i tre appartamenti del palazzo tra cui il primo, di sette stanze, ha “due cammini uno con due sportelli con un catenaccio, el’altro con unsuo parapetto di legno svenato”; proprio come i camini descritti dal Riminaldi in una lettera a Ludovica del 16 maggio 1787. (Palazzo Raggi in Roma è oggi sede degli uffici dei gruppi parlamentari della camera dei deputati).

Il conte Alfonso Riminaldi era il secondo figlio del conte Ercole Antonio Riminaldi e della contessa Teresa Avogli Trotti. Per opera del padre ebbe da Benedetto XIV uno stipendio pontificio come alfiere nelle truppe del presidio di Ferrara, del quale fu in seguito nominato colonnello. Sposò la contessa Teresa Avanti, figli adel conte Gian Francesco Avanti e di Caterina Paioli, dalla quale ebbe tre figlie : Ludovica, Camilla, Ippolita. Da un documento del 1763, apprendiamo che il conte Alfonso “è stato dal Fratello Primogenito Erede in Casa Riminaldi assegnandogli per sua attuale Abitazione il Nobile Appartamento delli Mezzani, dove già si trovava Abitatore con la sua Dama, e Famiglia”. Dal 1760 al 1790 fu ascritto al primo ordine nel Gran Consiglio o Consiglio Centumvirale di Ferrara nei cui registri dell’anno 1793 risulta però defunto.

Il conte Guicciardo Riminaldi,  terzo figlio del conte Ercole Antonio Riminaldi e della contessa Teresa Vittoria Avogli Trotti, nacque a Ferrara il 10 luglio del 1732. Studiò al collegio Nazareno di Roma e, per interessamento del cardinale suo fratello, venne nominato nel 1752 maggiordomo di settimana di Sua Altezza Reale il duca di Parma. Sposò la marchesa Giulia dal Forno, dalla quale però non ebbe figli.

L’abate conte Antonio Riminaldi, quarto figlio del conte Ercole Antonio Riminaldi e della contessa Teresa Vittoria Avogli Trotti, nacque a Ferrara nel 1748. Da giovane frequentò il Monastero dei monaci olivetani di S. Michele in Bosco di Bologna e studiò poi nel collegio di Ravenna. Visse qualche tempo a Roma presso il fratello cardinale e, nel 1762, alla morte del padre, tornò stabilmente a Ferrara. Morì il 15 novembre del 1803, e sopravvisse a tutti i suoi fratelli.

Al cardinal Riminaldi spettarono, come erede universale del patrimonio del padre Ercole Antonio, deceduto il 4 novembre del 1762 nella villa di Massa Superiore, oltre al palazzo di città, anche le possessioni di campagna dei Riminaldi di Calto, Massa Superiore, Bondeno e Boara, con terreni e case padronali. Ai suoi fratelli il cardinale consegnò alcune possessioni arative dei Riminaldi nel territorio della bonificazione Bentivoglio, o di Zelo. Alla morte del Cardinale, l’entrata annua dei beni spettanti alla primogenitura Riminaldi era di 15.162 scudi, 69 bajocchi e 3 denari.

La famiglia dei nobili Saracco, di origine pavese, si stabilì a Ferrara nel 1470 e qui nacque il conte Giambattista nel 1743. Dal 1769 al 1796 fu ascritto al primo ordine del Gran Consiglio; nel 1781 ricoprì la carica di console e nel 1788 quella di riformatore perpetuo nel Collegio dei Riformatori dell’università di Ferrara. Nel 1755 sposò Ludovica Riminaldi, dalla quale ebbe cinque figli, e con la quale viveva nel palazzo di famiglia di Via degli Angeli n. 14 (oggi Corso Ercole I d’Este). Morì a Ferrara il 7 marzo 1810. A Ficarolo, oggi in Veneto, i Saracco erano proprietari di una tenuta e possedevano una villa dove trascorrevano sempre le vacanze e brevi periodi dell’anno. L’altro luogo di villeggiatura era la villa di Zocca di Ro Ferrarese.

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Conte Saracco Riminaldi padre della Contessa Teresita

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La contessa Teresita in occasione di una festa di Carnevale negli anni ’60

 

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Famiglie nobili