Sprazzi di Nobiltà

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Pietro Bembo

Venezia 1470 – Roma 1547 

PIETRO BEMBOFiglio di Bernardo Bembo, appartenente ad antica famiglia patrizia veneta, e di Elena Morosini, nacque a Venezia nel 1470 e morì a Roma, come cardinale,  nel 1547.

Amico di Raffaello e Tiziano, ispirato da Boccaccio e Petrarca, in continuo dibattito letterario con Ludovico Ariosto,  molto presente nelle corti di Ferrara e Urbino e al servizio dei Papi a Roma, erudito e pragmatico, asceta e libertino, teorico dell’amore platonico ma praticante di quello carnale, veneziano toscaneggiante, personificò la contraddittoria italianità prima ancora che l’Italia si formasse.  Frequentatore di pittori, collezionista di quadri di inestimabile valore, come scrittore ha gettato  i fondamenti della cultura letteraria italiana influenzando anche  la cultura europea.  

Nel 1502, a Ferrara, conobbe Lucrezia Borgia, moglie del duca Alfonso d’Este,  della quale si invaghì follemente. Amante di Faustina Morosina della Torre, amato da Isabella d’Este, amico di Latino G. Manetti, di Bernardo Cappello,  di Aldo Manuzio (con il quale avvierà la forma di letteratura tascabile), ispiratore del carattere tipografico Bembo (rimasto uno standard fino ai nostri giorni), è simbolo del Rinascimento italiano.

Principali scritti in lingua latina:

  • De Aetna ad Angelum Gabrielem      liber da      Aldo Manuzio, Venezia 1495
  • Epistolae (Leonis X. nomine scriptae,      16 volumi, Venezia 1535; Familiares, 6 volumi)
  • Rerum veneticarum libri XII (Storia della Repubblica      Veneta dal 1487 al 1513, Venezia 1551)
  • Historia veneta scritta dal 1487 al 1513; pubblicata nel 1551, poi tradotta dallo stesso in      italiano (Istoria Viniziana)
  • Carmina (Venezia 1533), dove si pone      nella tradizione del Dolce stil novo e di Petrarca

Principali scritti in lingua volgare:

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