Sprazzi di Nobiltà

la loro storia è anche la nostra storia

la Repubblica

Si ringrazia il gentile  mittente.

Il Popolo ha portato alla ghigliottina  re e regine, aristocratici, patrizi, nobili (e servitori di nobili) perché la Monarchia rappresentava “la casta” dei privilegi, dei soprusi, degli scandali e delle iniquità . E ha scagliato contro la casta dei privilegi e delle ingiustizie una rabbia che, soffocata per lungo tempo, si è poi liberata con furia violenta, assassina e scellerata. Invocando “libertà” “uguaglianza” “fratellanza” ha sostituito, tagliando molte teste, al sistema di governo monarchico il sistema di governo repubblicano, al re sovrano il popolo sovrano.

Or bene, dopo 67 anni di Repubblica, possiamo tirare le somme. Non essendo io né uno storico né un sociologo, mi limito a esprimere il mio personale parere di “cittadino” della Repubblica Italiana.

Com’è andata con l’ideale invocato di “libertà”? la libertà ottenuta, l’effettiva slegatura dai legami, ritenuti servili e poco dignitosi, caratteristici dell’epoca degli aristocratici e dei signori ha dato spazio a un nuovo tipo di rapporto tra chi può dare e chi vuole ricevere, e cioè, ha originato il bieco asservimento a politici e funzionari di turno. E così, gli assessori che potrebbero concederci l’appalto pubblico, il direttore di banca che potrebbe concederci il mutuo, il candidato che potrebbe trasformarci (se siamo molto fortunati) nel suo portaborse sono gli attuali “potenti” gli attuali “signori” della Repubblica. E per quanto riguarda la crescita individuale e collettiva, che avveniva attraverso l’emulazione da parte degli inservienti  dei loro  signori,  oggi si realizza con l’emulazione da parte dei cittadini di chi va in tv. E così, dame e damerini di ogni genere e specie, buffoni, giullari, cavalier serventi e cortigiane (anche di corte politica) sono oggi i personaggi da emulare e imitare anziché i patrioti, i valorosi, le persone di forte integrità morale o di meritato riguardo… Gran bella evoluzione sociale ed umana ha portato la repubblica. Non c’è che dire.

Com’è andata con l’ideale invocato di “uguaglianza”? beh, qui si è fatto proprio tanto e “su misura”. Se si tratta di uguaglianza di diritti e di doveri, che gioco forza sfociano in equità sociale, ci basta ricordare cosa il governo repubblicano ha fatto in materia di equità. Ad esempio, l’equità del governo Monti (di cui il popolo ne ha equamente beneficiato); l’Equitalia del governo Berlusconi (di cui il popolo ne ha equamente beneficiato),o l’equità di pena… anche nelle più piccole e quotidiane sfumature! Vediamo, ad esempio, come viene applicata l’equità nelle infrazioni del codice stradale in nome dell’uguaglianza dei cittadini: se il principio è “a stessa infrazione stessa pena – per tutti- ” a stessa infrazione, intelligentemente, si applica identica multa! peccato però che una multa da  100 euro per Qualcuno significa una semplice scocciatura mentre per qualcun’Altro significa un grande sacrificio (eppure hanno commesso la stessa infrazione!) . Se poi aggiungiamo l’illuminata ultima idea politica di sconto di pena per pagamento entro 5 giorni, il Qualcuno abbiente avrà una scocciatura ancor minore mentre l’Altro poveraccio non potrà che diventare un fuorilegge perché nemmeno patendo la fame riuscirebbe a saldare. Uguaglianza di trattamenti repubblicana. E così sia.

Com’è andata con l’ideale invocato di “fratellanza”?  potremmo forse  dire che  è  questo l’ideale più “riuscito” alla Repubblica perché si sono realizzati i grandi risultati. Di fatto, la Repubblica ha decretato che mettere al mondo un figlio o ucciderlo in grembo va bene comunque (fratellanza? madre, padre, uomo, donna, medico, amici e conoscenti con età adulta, forza fisica e maturità di ragione… a uccidere un bimbo inerme. è fratellanza?); ha decretato che essere cittadino della Repubblica (cittadino = figlio) magari con nonno trucidato nella prima guerra o padre mutilato nella seconda guerra in nome e a difesa della Patria Italia ed essere straniero, e fors’anche clandestino, è lo stesso status umano per “uguaglianza” e “fratellanza” (peccato però che a uguali e fratelli ai primi spettano gli aiuti umanitari e ai secondi le tasse; e se uno straniero insulta, picchia, violenta un cittadino italiano è “sofferenza di vita che va capita” mentre se un cittadino italiano insulta uno straniero è “sporco e malvagio razzismo, da condannare”; ha decretato che essere un lavoratore ed essere un politico è, per spirito repubblicano, essere “uguali” e “fratelli” (anzi, tra i due il primo dovrebbe essere “sovrano” e il secondo dovrebbe essere “servitore del popolo sovrano”,  senza alcuna differenza di classi)

Quindi? per governare è meglio la repubblica o la monarchia? beh, in milioni pensiamo che sia meglio  la repubblica. Quanto meno  perché non c’è 1 solo sovrano  ma ognuno di noi detiene circa l’1/65 milionesimo di potere  sovrano. Quanto basta a non riuscire a capire, mai , chi è il vero sovrano ed evitare la tentazione di tagliare un’altra testa.
“Il rischio non è che una particolare classe sia inadatta a governare. Tutte le classi sono inadatte a governare”.  John Emerich Edward Dalberg-Acton, Lettera a Mary Gladstone, 1881

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